La volatilità rimane bassa sul mercato del Gas Naturale

Proprio poco prima che i mercati andassero “in vacanza” per le festività natalizie, i mercati del Gas Naturale hanno comunque performato ottimamente, anche se tuttavia i mercati stanno rimbalzando verso il basso, adesso che in questo lunedì i traders stanno man mano tornando ai propri trading desk:

Greggio    37.96    0.04     0.11%
Oro    1063.0700    -1.67    -0.16%
Gas Naturale    2.35    -0.01    -0.55%
Argento    13.8720    0.07     0.49%
Grano    470.00    0.25     0.05%
Caffè    126.05     2.35    1.90%

I futures di febbraio del gas naturale hanno concluso la settimana in rialzo, in quanto le previsioni per una clima più freddo nelle prossime due settimane hanno senza dubbio amplificato le aspettative della domanda. I dati di inventario settimanali pubblicati il 31 dicembre hanno mostrato che le scorte di gas naturale si sono ridotte più del previsto durante la settimana, che è terminata il 25 dicembre, contribuendo a sostenere il mercato.

Secondo la US Energy Information Administration, le scorte di gas naturale sono diminuite di ben 58 miliardi di piedi cubi la scorsa settimana. Gli analisti ed i commercianti intervistati dal The Wall Street Journal prevedono che l’agenzia governativa possa affermare in maniera ufficiale che le scorte sono diminuite di 54 miliardi di piedi cubi durante la settimana.

Nonostante il pareggio rialzista, che era molto più inferiore rispetto al solito per questo periodo dell’anno, il che rende il mercato vulnerabile ad una correzione a breve termine. Questo è più che probabile che si verifichi se le previsioni del tempo cambieranno per portare inevitabilmente a temperature inferiori alla norma, rispetto ad una previsione di temperature sopra la media.

Entrando nelle logiche del mercato di questa settimana, il mercato del gas naturale rimane ancora con un eccesso di offerta. Le scorte si attestano a 3.755 miliardi di piedi cubi, il 14% al di sopra della media dei cinque anni per questo periodo dell’anno.

I prezzi del greggio di Febbraio sono finiti in basso per la settimana corrente. Volume di trading molto bassi e la volatilità sopra la norma hanno contribuito ad aiutare il mercato a stare molto basso durante la settimana scorsa, a 37.96 dollari.

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Nove Banche Centrali hanno richiesto un innalzamento dei tassi d’interesse

Il numero delle Banche della Federal Riserve che nella nazione degli USA sta continuando a chiedere un innalzamento dei tassi d’interesse, è aumentato a nove lo scorso mese, un segno che afferma che la Banca Centrale, gestita da Janet Yellen, potrebbe finalmente a stringere la politica monetaria, innalzando (dopo un decennio) per la prima volta i tassi d’interesse. Si tratterebbe di un passaggio epocale, che con grande probabilità avrà inizio già dal prossimo mese.

Questa affermazione è diventata realtà dopo le minutes che sono state pubblicate martedì scorso. Prima della riunione già otto banche centrali avevano votato per innalzare il tasso d’interesse. A Luglio/Agosto invece soltanto cinque banche centrali avevano votato per l’innalzamento. Siamo arrivati quindi ad un graduale consenso durante i mesi, consenso che afferma che gli Stati Uniti d’America sono finalmente pronti per innalzare i tassi d’interesse, affermando che l’economia USA è finalmente migliorata ed è quindi pronta ad un innalzamento dei tassi.

Secondo le minutes pubblicate qualche giorno fa, la Federal Reserve di Boston si è unita alle altre Banche Centrali, ovvero quelle di St. Louis, Atlanta, San Francisco, Cleveland, Dallas, Philadelphia, Kansas City e Richmond per richiedere al consiglio della Fed di innalzare il tasso d’interesse all’1% dallo 0.75% attuale.

Nove Banche Centrali regionali che hanno richiesto l’innalzamento vogliono normalizzare lo spread tra il tasso con il quale la Federal Reserve dà in prestito denaro alle banche e il tasso dei fondi federali, che è il primo modo con cui la banca centrale guadagna.

I Futures dei tassi hanno affermato che i traders vedevano il 74% di probabilità che la Fed possa innalzare il tasso il prossimo mese.

Il consiglio della Federal Reserve ha optato di mantenere il tasso d’interesse stabile lo scorso mese, una decisione che è stata appoggiata da altre due banche Fed regionali. La Fed di Minneapolis ha di nuovo votato per tagliare i tassi allo 0.5%, una decisione controcorrente in quanto la direzione dei tassi è verso l’alto, e non certamente al ribasso.

Le minutes del mese scorso hanno mostrato che alcuni membri della Fed hanno notato una diminuzione della forza lavoro, con difficoltà nell’assunzione e alcuni segnali di pressione sugli stipendi in alcuni settori e parti del paese.

Le banche centrali che hanno affermato di volere un innalzamento hanno detto “vediamo l’innalzamento appropriato alla luce dei miglioramenti nelle condizioni del mercato quest’anno, e le nostre aspettative sono che l’inflazione aumenterà gradualmente per incontrare il target al 2% della Federal Reserve”.

Il Dollaro Statunitense cresce grazie all’innalzamento dei tassi della Fed

Il Dollaro Statunitense ha terminato la settimana nettamente al rialzo, dopo che il Non Farm Payrolls ha nuovamente zittito tutto e tutti, forzando gli investitori a ritoccare le probabilità di un innalzamento dei tassi a Dicembre, che è salito dal 50% al 70%. Ma vediamo come sono andati gli ultimissimi NFP.

I Non Farm Payrolls del mese di Ottobre hanno mostrato che sono stati aggiunti ben 271 mila posti di lavoro, battendo nettamente le stime di 179 mila.

Il tasso di disoccupazione è stato anch’esso molto positivo per l’economia statunitense, in quanto si è abbassato ad un valore molto molto basso, al 5%, questo valore significa che secondo la Fed siamo ai livelli di massima occupazione. I guadagni orari sono pure loro aumentati, di ben 9 cents, ovvero andando al rialzo di ben 0.4%, per un incremento annualizzato di ben il 2.5%. Siamo ben al di sopra del target della Federal Reserve fissato al 2%.

Ormai è ovvio, la FED è “condannata” ad innalzare questi benedetti tassi! E’ un evento storico, che celebreremo assolutamente sul nostro network con un articolo speciale, ovviamente a settembre.

Ricordiamo a tutti che ormai è un decennio che la FED è dovish.

Il report sul lavoro ha portato al rialzo gli interessi del tesoro USA, portando al rialzo i futures obbligazionari di dicembre del tesoro, e anche nei Treasury Notes.

Tutti e due questi contratti futures hanno raggiunto i loro minimi a fine agosto.

Degli interessi più alti hanno reso quindi il dollaro statunitense come un investimento molto più interessante, portando le altre valute al ribasso contro il dollaro. L’oro ha perso 50 dollari e così come le altre materie prime, che sono state pesantemente colpite.

Ma la debolezza sui mercati da parte delle altre valute diverse dal dollaro, non è stata dovuta soltanto a questi ottimi dati provenienti dagli USA.

L’euro infatti è molto sotto pressione a causa della ECB di Mario Draghi, che ha infatti affermato che la Banca Centrale Europea è pronta a nuovi tagli dei tassi e ad implementare nuove strategie di politica monetaria. Tra cui l’espansione del QE da 1100 miliardi.

Anche GBP/USD è stato pesantemente venduto dato che la BoE ha affievolito le speranza per un rialzo dei tassi nel mese di Febbraio o Marzo 2016. La Banca Centrale ha mantenuto i tassi stabili a 0.50%.

AUD/USD si è rafforzato dopo che la Reserve Bank ha mantenuto la politica monetaria al 2%, nonostante l’inflazione in calo.